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Raffaele Protopapa. Teatro dialettale leccese “… per divertire me stesso”

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Prezzo:
Prezzo di vendita: 25,00 €
Descrizione

Autore: a cura di Anna Maria e Raffaele Protopapa
ISBN: 978-88-97895-79-4
Anno: 2016
Prezzo: 25.00 €
Dimensioni: 16x23
Peso: gr 990
Pagine: 454, b/n, 4 immagini.

Quando si parla di teatro dialettale leccese il pensiero corre immediatamente a Raffaele Protopapa che è il più noto commediografo salentino di tutti i tempi. La sua produzione ha attraversato quasi tutto il ‘900 e le sue opere hanno sempre incontrato il plauso del pubblico, da quello di una parrocchia a quello più esigente dei grandi teatri di Lecce e del Salento. I figli di Raffaele Protopapa, Anna Maria e Francesco, hanno curato la pubblicazione di una raccolta di dodici opere, scritte tra il 1925 e il 1984, tra cui “Le mbrogghie te lu Requenzinu” (1925), “La Furtuna” (1944), Lu Rre de Lecce” (1984).

L’autore: Raffaele Protopapa (Lecce 1907-1995) si accosta giovanissimo al teatro, come attore ed autore, dando subito un taglio ben preciso a quella che sarà la sua produzione di commediografo, nella scelta dei personaggi e del dialetto, la lingua usata. Studia presso il Conservatorio di Napoli e poi diviene dipendente delle Ferrovie del Sud-Est, ma continua la sua attività teatrale nella Compagnia Stabile “A. Casavola”.
Nel 1944 scrive “La Furtuna”, sicuramente la sua opera più nota, nel 1964 scrive “La ‘Uardia”, tornando anche a recitare con maggiore assiduità nell’Associazione “Piccolo Teatro di Lecce”, di cui è fondatore. Le sue opere, scritte prevalentemente in dialetto leccese, (ma ha prodotto anche opere in lingua) sono state e sono rappresentate in tutto il Salento ed anche all’estero, presso le comunità salentine e fra il 1990 e il 1992 pubblica altri tre volumi delle sue opere. Nel 1994 pubblica il volume “Teatrino”, raccogliendo alcune delle opere da lui scritte per gli scolari di sua moglie Lina.
Ha detto di sè: “Mi si chiede spesso com’è che sono diventato scrittore di teatro. Non lo so neanch’io. È un “vizio” che ho contratto da ragazzo. A togliermelo non sono valsi né la mancanza di tempo, né i disagi degli anni di guerra, né i normali “grattacapi” familiari, né il mio disordine permanente, né la mia congenita distrazione, né la spesa per la carta (mai recuperata!). Mi si domanda, ancora, perché ho scelto lo stile umoristico. Questo lo so: per divertire me stesso”. Fino alla sua scomparsa, avvenuta il 10 maggio 1995, Protopapa non ha mai abbandonato il suo “laboratorio” di commediografo.

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